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TREKKING SUL PARCO DEL MONTE SUBASIO

Itinerari e sentieri

 

 

 


La sentieristica del Monte Subasio è costituita da 14 sentieri segnalati, progettati in modo da collegare tutti i centri abitati posti intorno al monte e, sopratutto, le numerose stazioni ferroviarie che permettono di fare stupende traversate.

Esiste una Carta dei Sentieri che è stata realizzata grazie all’impegno del Club Alpino Italiano sezione di Foligno. La sentieristica della Carta è costituita da 14 sentieri segnalati, progettati e interamente rilevati al suolo dai soci volontari del CAI con l’ausilio di apparecchi ricevitori satellitari (GPS) e questo ne fa uno dei prodotti più attendibili del settore. Per ogni sentiero è indicato il dislivello, i chilometri e il grado di difficoltà.
Per maggiori approfondimenti o eventuali richieste della Carta dei Sentieri www.caifoligno.it E-mail: caifoligno@tin.it

Il Monte Subasio è lambito dalla linea ferroviaria Foligno-Terontola a Sud-Ovest e dalla linea Foligno-Ancona ad Est. Consigliamo vivamente traversate con ritorno in treno. Le stazioni F.S. che interessano gli itinerari proposti sono: Assisi, Spello (linea Foligno-Terontola); Capodacqua P. F., Valtopina, Nocera Umbra (linea Foligno-Ancona).

I sentieri sono:

  • Sentiero dei Mortai (Assisi - Spello sentiero n. 50)
  • Sentiero Francescano (Assisi - Nocera Umbra sentiero n. 51)
  • Collepino - Monte Subasio (sentiero n. 52)
  • Sentiero dei fossi (S.Giovanni - Montarone sentiero n.53)
  • Tre Fontane - Fonte Bregno (sentiero n.54)
  • Armenzano - Monte Subasio (sentiero n. 55)
  • Abbazia di S.Benedetto - Il Lago (sentiero n. 56)
  • Monte Civitelle - Valtopina (sentiero n. 57)
  • S.Giovanni - Madonna della Spella (sentiero n. 58)
  • Armenzano - Mulino di Valentino (sentiero n. 59)
  • Eremo delle Carceri - Pontecentesimo (sentiero n.60)
  • Costa di Trex - Monte Subasio (sentiero n. 61)
  • Ponte S.Vittorino - Armenzano (sentiero n. 62)
  • Passo il Termine - Lanciano (sentiero n.63)

Si ricorda che:
La stazione di Assisi è ubicata a S. Maria degli Angeli, è collegata con Assisi, capolinea a Piazza Matteotti, con autobus ogni 30 minuti (ai 10' ed ai 40' di ogni ora, festivi inclusi); Porta Cappuccini, punto di partenza degli itinerari, si trova a 200 metri dal capolinea citato.
La stazione di Spello è ubicata appena fuori le mura (parte bassa); il sentiero n.50 termina alla Fonte Bulgarella adiacente le mura (parte alta).
La stazione di Capodacqua P. F. è ubicata a Ponte Centesimo, , dove arriva il sentiero n.60 .
La stazione di Valtopina è situata alla fine del sentiero n.57.
La stazione di Nocera Umbra si trova alla fine del sentiero l'itinerario 51.

Per organizzarsi è sufficiente sfogliare l'orario ferroviario. Può capitare che, in alcune delle citate stazioni, fermino solamente pochi treni; gruppi di almeno 25 persone possono comunque richiedere fermate straordinarie per treni locali o diretti, telefonando 6 o 7 giorni prima al Compartimento F.S. di Ancona, chiedendo dell'Ufficio Orari, dopodiché indicare chiaramente il giorno, il numero del treno e la stazione per cui si chiede la fermata straordinaria.

Ciascun sentiero è segnalato con bandierine di forma rettangolare con bande verticali di colore rosso-bianco-rosso, con al centro il numero che contraddistingue il sentiero. All'inizio e agli incroci, le bandierine hanno una freccia; mentre lungo i sentieri molto evidenti e senza incroci si possono trovare i segnavia.


I tempi di percorrenza sono calcolati facendo riferimento ad escursionisti medi, con un minimo di allenamento e tenendo conto di superare in un'ora 250 metri di dislivello. Non occorrono particolari attrezzature, data la bassa quota del monte, ma si consiglia di avere sempre buoni scarponi e calzoni lunghi; nelle traversate è consigliabile avere anche una mantella ed una borraccia.

La sezione del Club Alpino Italiano di Foligno che ha predisposto i sentieri ne ha testato la percorribilità e si è attenuta alla scala internazionale delle CAI - UIAA che contepla i seguenti gradi di difficoltà:

T = TURISTICO - Percorso senza difficoltà particolari, sempre su buon sentiero e senza eccessivi dislivelli e pendenze. E' richiesto un equipaggiamento da media montagna con scarponi e zaino.

E = ESCURSIONISTICO - Itinerari che si svolgono su sentieri o tracce su terreno impervio mai pericoloso e su pendio ripido. Possono avere singoli passaggi su roccette non esposte. E' richiesta una certa esperienza e conoscenza dell'ambiente montano e allenamento alla camminata. Costituisce la maggior parte dei percorsi escursionistici delle nostre montagne.

EE = ESCURSIONISTI ESPERTI - Percorso con tratti anche lunghi senza sentiero, con passaggi attrezzati o comunque difficili, con problemi di orientamento. Richiedono una preparazione fisica ed una esperienza nettamente superiore ai casi precedenti. Passo sicuro e assenza di vertigini. In caso di neve possono essere necessari la piccozza e i ramponi.

EEA = ESCURSIONISTI ESPERTI CON ATTREZZATURA - Si tratta di percorsi attrezzati o vie ferrate che richiedono l'uso della corda e dei dispositivi di sicurezza.

Il Monte Subasio non consente di praticare sport come l'alpinismo e la speleologia, comunque ci sono percorsi con discrete difficoltà,tali percorsi sono riservati a escursionisti esperti.

Menzione a parte merita, invece, la forra del Fosso Marchetto (Costa di Trex), che riserva a chi la percorre forti emozioni. La forra, anche se priva di salti, richiede l'attraversamento di profonde vasche e la luce solare filtra appena, rendendo l'ambiente buio e freddo; ideale sarebbe avere una muta da sub.

Altro sport possibile è il volo a vela con deltaplano e parapendio.

Sentiero dei Mortai (Assisi - Spello)


 | 

DATI:
SPELLO m 313 - MORTARO GRANDE m 1270 - ASSISI m 469
Dislivello in salita: m 957
Dislivello in discesa: m 801
Lunghezza: km 15.5
Tempo di percorrenza: 6 h 30 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Fonte Bregno, Eremo delle Carceri
Mezzi di comunicazione e appoggio: F.S. Stazioni di Spello e Assisi, pullman di linea, alberghi e ristoranti nei due centri
Accesso - da Spello: Presso la Fonte Bulgarella, posta all'inizio della strada che conduce a Collepino una mulattiera sale sulla sinistra
Accesso - da Assisi: Attraversata Porta Cappuccini, una sterrata sale sulla sinistra fiancheggiando le mura medievali


Questo sentiero, lungo ma molto panoramico e vario, indicato come Sentiero n° 50, collega Assisi con Spello passando per l’Eremo delle Carceri, l’affioramento roccioso di Sasso Piano, i pascoli sommitali e le doline carsiche.
Si esce da Assisi passando per Porta Cappuccini (469 m di quota), si cammina lungo un viale di cipressi comuni che costeggia le vecchie mura e si prende una pista ripida. Si attraversano boschi di leccio e di roverella ed in corrispondenza di un’area di sosta attrezzata si raggiunge la strada panoramica del Monte Subasio.
Si scende in direzione dell’Eremo delle Carceri e dopo 900 m si lascia la strada provinciale n° 251 di San Benedetto per risalire il fosso delle Carceri (questo fosso, che è quasi sempre asciutto, secondo la tradizione locale si “mette a tirare” quando qualche calamità incombe su Assisi).
Lasciato l’impluvio e raggiunta la zona dei pascoli, a quota 1059 m si arriva al rifugio di Vallonica. In questa località furono realizzate dall’Istituto di Botanica della Facoltà di Agraria di Perugia alcuni impianti sperimentali di piante officinali e tuttora è possibile osservare nel campo recintato sottostante il rifugio piante di lavanda e di rabarbaro.
Si prosegue in direzione di Sasso Piano, l’affioramento roccioso più alto in quota (1125 m), notando nel periodo primaverile i grossi cappelli bianchi dei funghi prataioli e dei turini e le fioriture variopinte di non-ti-scordar-di-me, orchide sambucina, orchide maschia e viola d’Eugenia. Oltrepassato il fosso Rosceto il sentiero raggiunge la strada panoramica del Monte Subasio in prossimità del rifugio del Mortaro (1284 m di quota), conosciuto anche come il rifugio del soldato poiché durante la seconda guerra mondiale veniva utilizzato dai militari come osservatorio aereo.
Proseguendo si incontrano due profonde doline carsiche quasi contigue che vengono chiamate localmente mortari (dal latino mortarium, per la loro forma). Il Mortaiolo o Mortaretto è una cavità di 70 m di diametro e 20 m di profondità. Il Mortaro grande presenta dimensioni maggiori ed ospita al suo interno un lembo di faggeta; il suo diametro raggiunge i 200 m mentre la profondità è di 40 m circa.
Si continua quasi in piano, si supera l’incrocio con il sentiero 57 che conduce a San Giovanni di Collepino e scendendo attraverso un pascolo arido si raggiunge Fonte Bregno (1028 m di quota). Qui è possibile osservare il limite tra il bosco ed i pascoli; gli alberi non riescono a spingersi più in alto probabilmente a causa del sottile strato del suolo e dell’azione del vento. Nei pressi della sorgente è possibile usufruire di un area attrezzata e di un piccolo rifugio con camino.
Il sentiero prosegue attraversando in direzione del fosso Renaro un bosco di carpino nero con acero d’Ungheria ed orniello; una breve deviazione conduce a Sasso la Botte, un piccolo affioramento roccioso isolato che interrompe la continuità delle chiome. Raggiunto l’impluvio (775 m di quota), si supera il sentiero 56 (Sasso Rosso - il Lago) per risalire le pendici boscate del Monte Pietrolungo. Oltrepassati alcuni rimboschimenti misti di conifere e latifoglie si arriva a Poggio Caselle in cui prevale una formazione arbustiva costituita da ginestra odorosa, ginepro rosso, citiso a foglie sessili, terebinto e caprifoglio etrusco. Da questa località il sentiero scende tra gli oliveti e raggiunge Fonte Bulgarella, alle porte di Spello.

Località

km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Spello
Assisi

Assisi
Spello

SPELLO 
Bivio sentiero 56


4.5

313 
775

0  

6.30 h

FONTE BREGNO 
Bivio sentiero 54-60 
Bivio sentiero 52.57


7.2

1000 
1228

3 h

4 h

MORTARO GRANDE 
Bivio sentiero 61-55

8.2

1270

4.30 h

3.30 h

SASSO PIANO

9

1125

5 h

2.45 h

RIFUGIO VALLONICA

10.5

1050

5.15 h

2.15 h

EREMO CARCERI 
Bivio sentiero 53 
Bivio sentiero 51

12.5 
14 
15.4

792 
797 
500

6 h

1.30 h

ASSISI

15.5

469

7 h

0 h

 

 Sentiero Francescano


(Assisi - Nocera Umbra)


 

DATI:
SENTIERO FRANCESCANO - ASSISI m 469 - COSTA DI TREX m 573 - ROCCA DI POSTIGNANO m 778 - NOCERA SCALO m 394 Dislivello in salita: m 657
Dislivello in discesa: m 635
Lunghezza: km 20
Difficoltà=E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Costa di Trex, vari casali lungo il percorso
Mezzi di comunicazione e appoggio: F.S. Stazioni di Assisi e Nocera Umbra, alberghi e ristoranti nei due centri
Accesso - da Assisi: Da Porta Cappuccini (vedi Sentiero n. 50), dopo m 150 prendere il sentiero sulla sinistra
Accesso - da Nocera Scalo: Seguire la strada per Villa Postignano



A causa di un serio movimento franoso il Sentiero 51 sul Monte Subasio non è più percorribile in sicurezza. Apposite segnalazioni sono state messe in loco per segnalarne la pericolosità

Questo sentiero, che attraversa luoghi di rilevante interesse naturalistico, ripercorre per lunghi tratti il viaggio compiuto da San Francesco che morente rientrava ad Assisi da Nocera Umbra.

Si esce da Assisi passando per Porta Cappuccini (469 m di quota), si prende a sinistra un viale di cipressi comuni che fiancheggia le vecchie mura e raggiunge la Rocca Minore ed un’area di sosta attrezzata con tavolini e panche. Si supera una fontanella e poco oltre si lascia la pista sterrata per voltare a sinistra. Si entra in un rimboschimento misto di conifere e latifoglie, notando nel sottobosco l’abbondanza di cespugli di bosso. Dove il bosco si dirada si può scorgere la valle del fiume Tescio, il Col Caprile e le altre colline situate subito a nord di Assisi.
Si oltrepassa il perimetro di una cava di pietra in fase di recupero, si cammina all’interno di un bosco misto di carpino nero ed orniello e si raggiunge nei pressi della località Costa di Trex la strada provinciale n° 249 Assisi-Spello.
Dopo 1,4 km, dove il sentiero 61 sale ai prati sommitali del M.Subasio, si lascia la strada asfaltata. Da Col Cacione si scende nel fosso Marchetto, si attraversa il ponte omonimo (un tempo chiamato pons Luporum, ponte dei Lupi) e si risale il corso d’acqua fino al trivio con il fosso Cavaliero che proviene da Armenzano e il Caviato che scende dalle Montarelle. Qui si possono osservare i profondi canyon che l’acqua nel corso del tempo ha scavato nella scaglia cinerea. Lungo il fosso sono presenti boschetti ripariali a salice bianco, salice ripaiolo e pioppo bianco mentre i versanti assolati sono occupati dalla roverella che viene sostituita dove l’erosione e la pendenza sono maggiori dai bassi cespugli di cornetta minima ed astragalo rosato. Tra gli uccelli che frequentano quest’area, interesse anche per la presenza di una piccola cerreta, ricordiamo il martin pescatore ed il picchio verde.
Lasciato il fosso Caviato il sentiero prosegue salendo attraverso pascoli, seminativi, boschi di roverella ed arbusteti di ginepro comune, ginestra odorosa ed agazzino per arrivare nei pressi del Montarone (795 m di quota) dove volgendo lo sguardo si può osservare il versante orientale del Monte Subasio e la Rocca di Assisi. Si incontra la strada sterrata che sale da Pian della Pieve e la si percorre per 1,5 km fino ad arrivare ad un bivio.
La pista a destra conduce nel luogo in cui sorgeva il castello di Satriano, dove venne accolto S.Francesco con i cavalieri che lo riportavano morente ad Assisi. Il castello fu distrutto durante gli scontri tra i Guelfi ed i Ghibellini di Assisi all’inizio del XIV secolo e sopra i resti fu costruita una piccola cappella in occasione del settimo centenario della morte del Santo. Da allora tutti gli anni nella seconda domenica di settembre si svolge una manifestazione che ne rievoca il viaggio di ritorno da Nocera Umbra.
Il sentiero prosegue attraversando pascoli, cerrete e boschi di carpino nero ed orniello, esce dal parco, raggiunge a quota 778 m. i ruderi della Rocca di Postignano e dopo 3,5 km Nocera Umbra Scalo.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Assisi
Nocera

Nocera
Assisi

ASSISI 
Sentiero 50

0

469

0

7

COSTA di TREX

5

573

1.30

5.30

COL CACIONE

Bivio sentiero 61

  6

  578

  2

  5

PONTE MARCHETTO

8

424

2.30

4.15

SATRIANO

13

750

4

3

IL TERMINE

14.5

875

4.30

2.30

ROCCA di POSTIGNANO

16.5

778

5.15

1.30

VILLA di POSTIGNANO

18.5

505

6

0.30

NOCERA SCALO

20

394

6.30

0

 

Collepino - Monte Subasio
(sentiero n. 52)


 

DATI:
COLLEPINO m 600 - M. SUBASIO m 1228 (bivio sentieri 50 - 57)
Dislivello in salita: m 628
Dislivello in discesa: m 628
Lunghezza: km 5
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Collepino, Abbazia S. Silvestro (non perenne)
Mezzi di comunicazione e appoggio: Pullman da Spello solo periodo scolastico. Taverna S. Silvestro - Collepino
Accesso - da Spello: Si prende la strada per Collepino (km 5), giunti al piazzale sopra il paese, si segue la strada asfaltata che conduce alla frazione di S. Giovanni; in prossimità della prima curva a destra, inizia, sulla sinistra, il sentiero che sale dentro un ampio fosso.



Il sentiero, partendo dall’abitato di Collepino di Spello, raggiunge i pascoli sommitali del M. Subasio passando per l’Eremo di San Silvestro ed il Santuario della Madonna della Spella.

Raggiunto Collepino (anticamente chiamato Colle del Lupo o Colle Lupino) si percorrono 300 m. della strada provinciale Assisi-Spello n° 249 in direzione San Giovanni oltrepassando una sorgente posta al di sotto del piano stradale (la Sorgentella).
In corrispondenza della prima curva inizia il sentiero che sale attraversando un bosco misto di carpino nero, orniello ed acero d’Ungheria. Nei pressi di una fonte si raggiunge il viale alberato che conduce ai resti di uno dei primi insediamenti religiosi sul Monte Subasio, l’Abbazia di San Silvestro fondata nel 523 da San Benedetto.
Superati i ruderi di una vecchia torre e l’abside di una chiesa romanica il sentiero prosegue in un bosco di roverella, orniello ed acero minore con presenza di ilatro comune e cisto rosso nei punti più aperti. Si raggiunge il rifugio della Caccetta attrezzato con sedie, tavolo e camino. Proseguendo è possibile notare nel sottobosco l’asparago pungente, l’edera, la robbia selvatica ed il pungitopo, pianta protetta in Umbria.
Si arriva sulla strada panoramica del Monte Subasio che si lascia dopo 30 m nelle vicinanze di una curva (900 m). Si prosegue per un pascolo cespugliato arido con cotica erbosa discontinua e si raggiunge a quota 980 m il Santuario della Madonna della Spella, fondato nel 1080. Il nome deriva da specula che nel latino arcaico significa veduta o panorama; da qui è infatti possibile osservare il Monte Pennino, i Monti Sibillini, l’alta valle del fiume Menotre, il Sasso di Pale, il centro abitato di Foligno, la valle umbra sud ed i Monti Martani sullo sfondo verso ovest.
Si supera l’incrocio con il sentiero 58 che si dirige a San Giovanni e con il sentiero 60 che a sinistra conduce a Fonte Bregno mentre a destra scende alla Madonna di Colpernieri. In questo tipo di ambiente tra i cespugli di ginepro rosso, la santoreggia montana e l’assenzio maschio si può avvistare la starna, il calandro, il culbianco e la lepre. Si oltrepassa una stalla, si lascia sulla sinistra il picco della Sermolla per incrociare a quota 1228 m il sentiero 50 che salendo da Fonte Bregno si dirige verso i Mortari ed il sentiero 57 che scende a San Giovanni. In questo pascolo a cotica erbosa continua che in primavera si colora delle abbondanti fioriture di narciso dei poeti, orchide sambucina, olmaria peperina e trifoglio montano termina il sentiero 52.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Collepino
M.Subasio

M.Subasio
Collepino

COLLEPINO

0

600

0

1.50

S. SILVESTRO

1

700

0.30

1.30

MADONNA SPELLA 
Bivio sentieri 60-58

2.5

978

1.30

0.45

MONTE SUBASIO 
Bivio sentieri 50-57

5

1228

2.30

0

 

 

Sentiero dei fossi
(S.Giovanni - Montarone sentiero n.53)


 

DATI:
S. GIOVANNI m 636 - ARMENZANO m 759 - STAZZI m 1083 - MONTARONE bivio sentiero 50 m 797
Dislivello in salita: m 557
Dislivello in discesa: m 396
Lunghezza: km 11
Tempo di percorrenza: 4 h 15 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: S. Giovanni di Collepino, Armenzano
Mezzi di comunicazione e appoggio: Trasporti privati
Accesso - da S. Giovanni: Lungo la strada per Armenzano, seguendo il tratto in comune con i sentieri 57 e 58



Il sentiero, che attraversa il monte Subasio in direzione sud-est, conduce alla frazione San Giovanni nel Comune di Spello attraversando boschi di latifoglie, rimboschimenti di conifere e pascoli sommitali.

Questo sentiero, indicato come n. 53, viene chiamato percorso dei fossi perché attraversa i 10 fossi principali che solcano il versante orientale del monte Subasio. Il punto di partenza di questo sentiero, situato in località Montarone nel Comune di Assisi, si raggiunge percorrendo il sentiero 50. I segnali di vernice rossa e bianca presenti sopra una larga pietra rossa indicano la direzione da prendere.
Si attraversa un bosco di leccio ed orniello misto a pini neri e cedri dell’Himalaya; il sottobosco è ricco di pungitopo, laurella e bosso. Superate due piccole radure il sentiero si allarga in una comoda pista. Poco oltre si nota a destra uno stretto sentiero che conduce alla strada panoramica del M.Subasio ed a sinistra la pista che sale da Fonte Maddalena.
Continuando a salire si possono osservare la fusaria maggiore, il carpino bianco ed alcuni abeti di Algeria e di Spagna. Dopo l’incrocio con il sentiero a mobilità garantita, in pochi minuti si esce dal bosco e si arriva sui prati nel punto più alto del percorso, in località Stazzi a quota m 1083. Si entra nuovamente in una pineta, si osserva una particella sperimentale di abete odoroso o douglasia, alcuni esemplari di ontano napoletano e nel sottobosco fragole di bosco, digitali appenniniche, ellebori fetidi e nidi di formica rossa.
Si prende il sentiero a mobilità garantita superato in precedenza che in 6 km arriva al rifugio Banditelle di Armenzano. Si supera il sentiero 61 e continuando a scendere si lascia alle spalle un’area di sosta attrezzata per pic-nic, si attraversa la faggeta e si prosegue in un bosco di carpino nero ed acero d’Ungheria.
Si raggiunge l’incrocio con il sentiero 55 notando in basso il centro abitato di Armenzano ed in lontananza i monti dell’Appennino umbro-marchigiano. Oltrepassata una pista che conduce alla strada provinciale Assisi-Spello n° 249 dopo aver percorso 1,5 km si può notare un impianto sperimentale-dimostrativo di piante tartufigene posto a ridosso del rifugio Banditelle. Questo edificio da poco tempo ristrutturato viene alimentato da un generatore eolico e da pannelli fotovoltaici che producono 3 chilowatt di energia elettrica. E’ possibile inoltre osservare una stazione di rilevamento dati meteorologici ed alcune piante di lavanda che ricordano la presenza di un vecchio impianto.
Lasciato il rifugio si scende per percorrere 700 m di strada provinciale fino al fosso del Vettoio dove si riprende il sentiero. Il bosco costituito da carpino nero ed acero d’Ungheria è caratterizzato da un sottobosco ricco di cornetta dondolina, felce dolce, asplenio tricomane, cedracca, erba trinità, sassifraga a foglie rotonde, erba fragolina ed edera. Il sentiero esce dal bosco si allarga in una pista e raggiunge la strada provinciale a ridosso del centro abitato di San Giovanni di Collepino.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

S.Giovanni
Montarone

Montarone
S.Giovanni

S. GIOVANNI

0

636

0

4.15

ARMENZANO

4

759

1.30

3

Bivio sentiero 61

7

975

 

 

GLI STAZZI

9

1083

4

1

MONTARONE 
Bivio sentiero 50

11

797

4.45

0

 

Tre Fontane - Fonte Bregno
(sentiero n.54)


 

DATI:
FONTE BREGNO m 1000 - S. BENEDETTO m 729 - EREMO delle CARCERI m 850
Dislivello in salita: m 376
Dislivello in discesa: m 226
Lunghezza: km 6
Tempo di percorrenza: 2h 45 m
Difficoltà: T (Turistico)
Rifornimenti idrici: Fonte Bregno, S. Benedetto, Eremo delle Carceri
Mezzi di comunicazione e appoggio: Trasporti privati
Accesso - dall'Eremo delle Carceri: Seguire la strada per S. Benedetto, dopo 1 km prendere il sentiero che scende sulla destra, di fronte all'innesto del sentiero 60


Il sentiero costeggia le mura dell’Eremo delle Carceri, si snoda lungo il versante occidentale del monte Subasio e passando per la lecceta di Sasso Rosso raggiunge Fonte Bregno al limite della vegetazione arborea.

Lungo la strada provinciale n° 251 S.Benedetto, ad 1.3 km dall’Eremo delle Carceri, dove il sentiero n.60 sale a Sasso Piano si inizia il percorso che scende attraverso un bosco di pino nero. Si tratta di uno dei primi rimboschimenti realizzati all’inizio del novecento da prigionieri di guerra, quando le pendici del monte Subasio erano quasi completamente prive di vegetazione arborea.
Superato un ingresso secondario dell’Eremo, il sentiero si allarga in una pista e raggiunge un’area attrezzata vicino la sorgente Tre Fontane. All’inizio dell’area si nota sulla destra uno stretto sentiero non segnato che percorre il Fosso delle Carceri fino a S. Angelo in Panzo. Questo fosso è quasi sempre asciutto e secondo la tradizione locale quando si “mette a tirare” qualche calamità incombe su Assisi. Questa località è facilmente individuabile anche da lontano per la presenza di un filare di pioppi cipressini. Nei pressi della sorgente dopo la pioggia è possibile notare la presenza della salamandrina dagli occhiali.
Dopo 300 m si raggiunge un’altra area attrezzata nei pressi del rifugio delle Tre Fontane. I gradoni ed i grandi esemplari di cedri e cipressi testimoniano la presenza di un vivaio forestale che nel 1950 fu ceduto in affitto all’Istituto di Botanica della Facoltà di Agraria di Perugia per la sperimentazione di piante officinali. Guardando con attenzione il terreno è possibile osservare nel sottobosco gli strobili di pino accuratamente rosicchiati dagli scoiattoli ed i funghi pinaroli abbondanti nel periodo autunnale.
Continuando a scendere si raggiunge dopo 1.2 Km la strada provinciale n. 251 di S. Benedetto. Percorrendone un breve tratto si nota lungo i margini l’albero della nebbia ed il terebinto. Si inizia a salire attraversando un bosco rado che permette la vista della Valle Umbra, dai monti sovrastanti Spoleto fino a Perugia. Tra gli alberi si notano roverella, orniello, carpino nero ed acero minore mentre nel sottobosco sono presenti asparago pungente, robbia salvatica, viola bianca ed erba-perla azzurra.
In prossimità di un tornante si riprende la s.p., lasciando sulla sinistra i resti di un calcinaio si raggiunge una fonte e l’Abbazia romanica di San Benedetto risalente al XI secolo. Continuando a salire osservando lungo i margini della strada la presenza di ginestra odorosa, vescicaria, cornetta dondolina, sanguinella, ligustro, rosa canina e pungitopo, specie vegetale protetta in Umbria. In corrispondenza di una curva posta a 700 m di distanza dall’Abbazia il sentiero lascia la strada asfaltata. Si cammina per un breve tratto all’interno di un bosco di carpino nero e si arriva in località Sasso Rosso, caratterizzata dagli affioramenti di calcare massiccio che ospitano una estesa lecceta. Insieme al leccio, presente in forma arbustiva quando vegeta tra le rocce, crescono il ginepro rosso, l’ilatro comune, il pero corvino, la ginestra genovese ed il lino delle fate.
Una breve deviazione consente di raggiungere una piccola grotta situata nel versante meridionale dello sperone roccioso ed alcuni resti delle mura perimetrali del Castello di Sasso Rosso. Ad un incrocio (830 m di quota) si lascia il sentiero 56 che raggiunge il laghetto della Spella e si sale per arrivare in località Bolsella, caratterizzata dalla presenza di un’area attrezzata e di alcuni ripetitori.
Si prende una pista chiusa da una sbarra e dopo 1 km si arriva a Fonte Bregno, la sorgente più alta in quota (1028 m). A monte della sorgente è possibile osservare il limite tra il bosco ed i pascoli; gli alberi non riescono a spingersi oltre in quota probabilmente a causa del sottile strato del suolo e dell’azione del vento. Nei pressi della sorgente è possibile usufruire di un piccolo rifugio con camino e di un area attrezzata.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Fonte Bregno
Tre fontane

Tre fontane
Fonte Bregno

Bivio sentieri 50-60

0

1000

0

2.30

LA BOLZELLA 
Bivio sentiero 56

1.5

924

0.20

2

S. BENEDETTO

2.5

729

0.50

1.20

Quota 624

4

624

 

 

EREMO delle CARCERI
Bivio sentiero 60

7

850

2

0

 

Armenzano - Monte Subasio
(sentiero n. 55)


 

DATI:
ARMENZANO m 759 - M. SUBASIO m 1275
Dislivello in salita: m 525
Dislivello in discesa: m 525
Lunghezza: km 3.5
Tempo di Percorrenza: 1 h 45 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Armenzano
Mezzi di comunicazione e appoggio: Collegamento con Assisi (Piazza Matteotti) con minibus CATA - Tel. 075/8041624.
Accesso - da Armenzano: Fontanile a monte del ristorante La Ginestra



Il sentiero percorre per intero il vecchio tratturo che usavano gli abitanti di Armenzano per trasferire le greggi sui pascoli sommitali del M. Subasio e che segue la linea di massima pendenza.

Il nome del paese deriva dal latino armentum = mandria poiché l’allevamento era alla base della sua economia. Per raggiungere l’inizio del sentiero si segue la strada provinciale Assisi-Spello n°249 fino all’abitato di Armenzano.

Percorsi 100 m circa si arriva ai Trocchi di Armenzano, località che prende il nome dalla presenza di vasche chiamate trocchi alimentate da una sorgente ed utilizzate per abbeverare le greggi. Si notano dei pini d’Aleppo e si inizia il sentiero percorrendo una pista interdetta al traffico di veicoli a motore. Dopo 300 m circa, superata la cisterna per l’approvvigionamento idrico del paese, si gira a destra per iniziare a percorrere il largo tratturo che sale direttamente ai pascoli ed attraversa un bosco misto di latifoglie rinfoltito con diverse specie di conifere. Percorrendo il sentiero, ai lati si possono notare tra gli alberi la roverella e il pino nero, tra gli arbusti il ginepro comune e rosso, la rosa canina, la ginestra odorosa e il citiso a foglia sessile. Tra le piante erbacee si possono osservare l’iperico comune, la vedovella dei prati e la salvastrella minore. Già a 900 m di quota, voltando le spalle, si possono vedere i monti della catena appenninica compresi tra il Monte Pennino e il Monte Catria. Il sentiero che si sta percorrendo si congiunge con il 61 che proviene dal Macchione in corrispondenza di una recinzione. Attraversato il cancello tenuto chiuso durante il periodo di monticazione si continua a salire iniziando a notare la presenza di specie erbacee caratteristiche dei pascoli sommitali come la salvia dei prati, il millefoglio comune, l’elleboro di Boccone e l'eringio ametistino.
A quota m 1160 si esce dal bosco e si raggiungono i pascoli sommitali. Questo è l’ambiente in cui si possono incontrare lepri e starne. In località Prato Tondo il sentiero costeggia un piccolo rimboschimento misto di abete bianco, abete greco, abete d’Algeria, abete del Caucaso e abete odoroso.
Poco oltre a quota 1212 m si incontra il Mortaro delle Troscie, una dolina carsica di forma circolare profonda 50 m e del diametro di 160 m circa. Il sentiero descritto termina a quota 1284 dopo aver raggiunto il rifugio del Mortaro, conosciuto anche come il rifugio del soldato poiché durante la seconda guerra mondiale veniva utilizzato dai militari come osservatorio aereo. Con una piccola variante è possibile raggiungere a quota 1290 m la vetta del M.Subasio.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Armenzano
M.Subasio

M.Subasio
Armenzano

ARMENZANO

0

759

0

1.20

Bivio sentiero 61

2.5

1179

1

0.30

M. SUBASIO 
Bivio sentiero 50

3.5

1275

1.45

0

 

 

Abbazia di S.Benedetto - Il Lago
(sentiero n. 56)


 

DATI:
IL LAGO m 845 - GABBIANO VECCHIO m 604 - SASSO ROSSO m 830 (sentiero 54)
Dislivello in salita: m 260
Dislivello in discesa: m 302
Lunghezza: km 5
Tempo di percorrenza: 1 h 45 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Fontanelle, Fonte Sermattei (in prossimità di Gabbiano Vecchio)
Mezzi di comunicazione e appoggio: Solo mezzi privati.
Accesso - da Spello: Lungo la strada "panoramica" del Subasio, nel tratto pianeggiante prima del Santuario della Madonna della Spella
Accesso - Assisi: Lungo il tornante poco a monte dell'Abbazia di S. Benedetto



Il sentiero unisce l’Abbazia romanica di San Benedetto con il Lago carsico della Spella, passando per la lecceta di Sasso Rosso, la chiesa di San Antonio a Gabbiano Vecchio ed il Fosso Renaro.

Con un adeguato rifornimento idrico il sentiero può essere percorso anche nei giorni estivi più caldi poiché si snoda quasi interamente all’ombra dei boschi.

Raggiunta l’Abbazia di San Benedetto si percorrono 700 m della strada provinciale n. 251 ed in corrispondenza di una curva posta ad 803 m di quota si nota l’inizio del sentiero. Si cammina per un breve tratto all’interno di un bosco misto con carpino nero, acero d’Ungheria ed orniello e si arriva in località Sasso Rosso, caratterizzata dagli affioramenti di calcare massiccio che ospitano una estesa lecceta. Insieme al leccio, presente in forma arbustiva quando vegeta tra le rocce, crescono il ginepro rosso, l’ilatro comune, il pero corvino, la ginestra genovese ed il lino delle fate.
Una breve deviazione consente di raggiungere una piccola grotta situata nel versante meridionale dello sperone roccioso ed alcuni resti delle mura perimetrali del Castello di Sasso Rosso. Ad un incrocio (830 m di quota) si lascia il sentiero 54 che sale alla Bolsella e si inizia a scendere attraversando alcuni piccoli rimboschimenti di pino nero fino a raggiungere la pista che sale dalla strada vicinale di Gabbiano. In questo ambiente possono essere facilmente avvistati tra i pini gli scoiattoli e le ghiandaie tra le querce.
Scendendo a destra si può arrivare in pochi minuti alla fonte di Sasso Rosso mentre seguendo i segnali a quota 604 m si incontra la chiesa di San Antonio, che insieme ad alcuni ruderi di abitazioni costituisce il paese abbandonato di Gabbiano Vecchio. Poco oltre, raggiunta la strada sterrata che proviene da Fonte Sermattei, si riprende a salire, superando a quota 663 m le Fontanelle e più avanti la cava inattiva di Gabbiano, un tempo ricca di fossili.
Il sentiero si restringe dirigendosi verso il fosso Renaro dove incrocia il sentiero 50 che scende da Fonte Bregno e si dirige a Spello. Si continua a salire fino ad attraversare una particella sperimentale di douglasia realizzata nei pressi della depressione carsica che ospita il lago della Spella. Questo piccolo specchio d’acqua è situato a pochi metri di distanza dalla strada panoramica del Monte Subasio e anche se nelle estati più calde tende ad asciugarsi richiama numerosi animali, soprattutto cinghiali.
Un sentiero non segnato conduce a Monte Pietrolungo ed alla Croce di Gomma (914 m di quota). Sul lato destro del sentiero ed in vista della strada si può osservare un grosso esemplare di cerro-sughera, l’unico presente all’interno del parco. Superata una catena che inibisce il transito dei veicoli a motore e raggiunta la strada panoramica il sentiero 56 termina.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Il Lago
Sasso Rosso

Sasso Rosso
Il Lago

IL LAGO

0

845

0

1.30

Bivio sentiero 50

1

775

0.10

1.15

GABBIANO VECCHIO

2.5

604

0.50

1.35

SASSO ROSSO 
Bivio sentiero 54

4.5

830

1.50

0.50

STRADA S. BENEDETTO

5

800

1.50

 

  

Monte Civitelle - Valtopina
(sentiero n. 57)


 

DATI:
VALTOPINA m 358 - S. GIOVANNI DI COLLEPINO m 636 - MONTE SUBASIO m 1228
Dislivello in salita: m 880
Dislivello in discesa: m 880
Lunghezza: km 7.5
Tempo di percorrenza: 3 h
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Valtopina, S. Giovanni di Collepino
Mezzi di comunicazione e appoggio: F.S. stazione di Valtopina
Accesso - da Valtopina: Strada per S. Giovanni di Collepino
Accesso - dal Monte Subasio: Bivio sentieri 50-52, all'abbeveratoio si scende dentro il Fosso del Piano



Il sentiero partendo dai pascoli sommitali del M. Subasio raggiunge la stazione ferroviaria di Valtopina passando per l’abitato di San Giovanni di Collepino, il Mulino di Valentino ed il Fosso dell’Anna.

Per raggiungere l’inizio del sentiero si percorre la strada panoramica del M. Subasio fino all’incrocio con il sentiero n° 50 che si trova ad un chilometro circa a sud del rifugio del Mortaro.

Si segue per un breve tratto il sentiero 50 fino a raggiungere un abbeveratoio in muratura posto a m 1228 s.l.m. Questa struttura, frequente nei pascoli sommitali, viene usata dal bestiame durante il periodo di monticazione poiché la permeabilità degli strati rocciosi sottostanti non consente la formazione di sorgenti in quota.
Si prosegue diritto lasciando a destra il sentiero 52 che scende al santuario Madonna della Spella e a sinistra il sentiero 50 che sale proseguendo fino al rifugio di Vallonica. Si attraversano i prati di Pizzo che sono ricchi di viola di Eugenia, primula odorosa, e carlina bianca. Scendendo lungo l’impluvio si notano in basso i resti della rocca di Postignano e guardando lo sfondo si vedono i monti che sovrastano Gualdo Tadino ( Penna, Serrasanta e Maggio) dell’ Appennino Umbro-marchigiano. Tra i cespugli che popolano questo tratto di sentiero troviamo la rosa canina, il ribes alpino e l’uva-spina.
Si prosegue attraversando un bosco di faggio misto a acero d’Ungheria e sorbo montano. Qui in primavera nel sottobosco è possibile osservare la fioritura di bucaneve, scilla silvestre, erba trinità, stellina odorosa e la sassifraga a foglie rotonde mentre in autunno prevale la fioritura del ciclamino napoletano. Tra le altre essenze erbacee che costituiscono il sottobosco troviamo l’erba fragolina, l’elleboro fetido la felce dolce e la felce aculeata.
Superati un piccolo fosso ed una radura si lascia la faggeta il sentiero diventa ripido e sconnesso ed attraversa un bosco rado di carpino nero, roverella ed acero minore che gradualmente si trasforma in pascolo cespugliato. L’assenza di alberi permette di vedere l’abitato di Armenzano, Notiano, Nocera Umbra e Valtopina con alle spalle il Monte Pennino. Il ginepro rosso, il citiso a foglie sessili e la ginestra odorosa compongono lo strato arbustivo mentre il pascolo è costituito da numerose graminacee e da cornetta minima, garofano dei certosini, orchide maggiore, eringio ametistino e tra le aromatiche santoreggia montana, assenzio maschio e timo serpillo.
Si percorre nuovamente un bosco di carpino nero fino al sentiero n° 53 per raggiungere la strada provinciale Assisi-Spello n° 249 a ridosso del centro abitato di San Giovanni di Collepino a quota m 636. Lasciato alle spalle l’abitato di S. Giovanni si procede notando nelle colline antistanti un sistema calanchivo.
Il sentiero attraversa la strada sterrata che porta a Cerque Grosse e lascia sulla destra una pozza di raccolta d’acqua usata anche per lo spegnimento di incendi boschivi. Passando lungo lo stretto spartiacque di un’area calanchiva si raggiunge il Mulino di Valentino a quota m 444. Questo tratto, che potrebbe risultare difficoltoso, si può evitare percorrendo la strada sottostante che raggiunge la stessa località. Questo mulino a pale, che conserva l’aspetto originale, è l’unico ancora funzionante tra i numerosi che utilizzavano le acque dei principali fossi presenti nel territorio del parco.
Percorso un chilometro e superato l’abitato di Marco Frate ci si immette sulla strada provinciale n° 249 che costeggiando il fosso dell’Anna per 2,3 km conduce alla stazione ferroviaria di Valtopina. Sul lato destro del percorso si notano piante di cerro e nocciolo insieme alla caratteristica vegetazione ripariale costituita da salice rosso e ripaiolo, pioppo bianco e nero. Dalla stazione di Valtopina il sentiero raggiunge Nocera Umbra in h 3.30 circa (10 km).

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Valtopina
M.Subasio

M.Subasio
Valtopina

VALTOPINA

0

358

0

2.40

MULINO di BUCCILLI 
Bivio sentiero 59

3.5

444

1.10

1.40

S. GIOVANNI di COLLEPINO 
Bivio sentieri 57-58

5

636

1.45

1.10

MONTE SUBASIO 
Bivio sentieri 50-52

7.5

1228

3.30

0

 

S.Giovanni - Madonna della Spella
(sentiero n. 58)


 

DATI:
S. GIOVANNI m 636 - MADONNA DELLA SPELLA m 978
Dislivello in salita: m 342
Dislivello in discesa: m 342
Lunghezza: km 3
Tempo di percorrenza: 1 h 15 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: S. Giovanni di Collepino
Mezzi di comunicazione e appoggio: Trasporti privati
Accesso - da S. Giovanni di Collepino: Seguire la strada per Armenzano; dopo 100 m sentiero a sinistra
Accesso - dalla Madonna della Spella: Al margine NE del prato, accanto alla recinzione



Questo breve sentiero, che solo nel tratto terminale entra nel parco, unisce l’abitato di San Giovanni di Collepino con il Santuario della Madonna della Spella, situato tra i prati sommitali nel versante meridionale del Monte Subasio.

Raggiunto l’abitato di San Giovanni di Collepino si percorrono 200 metri della strada provinciale n. 249 Assisi-Spello in direzione di Armenzano per iniziare il sentiero prendendo una pista.

Dopo 500 m circa si arriva nei pressi di una cava inattiva situata ai piedi della Macchia di Pale, un bosco misto di caducifoglie con prevalenza di carpino nero, orniello, roverella ed acero d’Ungheria che nella parte più alta, prima di entrare in contatto con i prati (1000-1150 m di quota), viene sostituito da un lembo di faggeta. Tra i detriti di roccia calcarea rosata accumulati alla base della cava è possibile ammirare in primavera la fioritura gialla della ginestra odorosa e verso la fine dell’estate quella rosa dell’epilobio di Dodoens.
Ripreso il sentiero, si lascia a sinistra una ampia radura notando ai margini della pista la cornetta dondolina ed il citiso a foglie sessili, nel sottobosco la stellina odorosa, la digitale appenninica ed il bucaneve e nelle tagliate più recenti numerose piante di fragole di bosco.
Superato un grosso masso ricoperto da cedracca comune, sassifraga a foglie rotonde ed asplenio tricomane il sentiero diventa stretto e ripido ed in prossimità di una curva raggiunge una nuova pista. Si costeggia a sinistra un impianto di piante tartufigene e volgendo le spalle è possibile vedere l’abitato di Armenzano, di Nocera Umbra e quello di San Giovanni, i ruderi della rocca di Postignano, sullo sfondo il Monte Penna, il Monte Pennino, il Monte Faeto, i Monti Sibillini, il Sasso di Pale ed in basso i calanchi che interessano il fosso dell’Anna.
Raggiunto un abbeveratoio ed una zona attrezzata per pic-nic il sentiero si restringe nuovamente diventando disagevole nel periodo invernale a causa della pioggia e del frequente passaggio dei cinghiali. Il sottobosco si arricchisce di elleboro fetido, laurella, felce dolce, ciclamino napoletano, erba trinità e primula comune.
Gradualmente si esce dal bosco per attraversare un pascolo arido in cui gli alberi vengono sostituiti da bassi cespugli di orniello, acero minore e ginepro rosso. La cotica erbosa, in questo tratto discontinua, è costituita da varie graminacee, dalla santoreggia montana, dall’assenzio maschio e dalle vedovelle dei prati.
Il sentiero 58 termina a quota 980 m nei pressi del Santuario della Madonna della Spella, fondato nel 1080. Il nome deriva da specula che nel latino arcaico significa veduta o panorama; da qui è infatti possibile osservare il Monte Pennino, i Monti Sibillini, l’alta valle del fiume Menotre, il Sasso di Pale, il centro abitato di Foligno, la Valle Umbra sud ed i Monti Martani sullo sfondo verso ovest.
In questo luogo confluiscono due sentieri segnati che possono essere utilizzati per tornare al punto di partenza: il sentiero n. 60 che scende alla Madonna di Colpernieri (2 km di strada provinciale n. 249 per San Giovanni) oppure il sentiero n.52 che in prossimità dei Mortari a 1228 m di quota si incrocia con il 57 che conduce direttamente all’abitato.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

S.Giovanni
M.della Spella

M.della Spella
S.Giovanni

SAN GIOVANNI

0

633

0

1

MADONNA DELLA SPELLA

3

978

1.20

0

 

Armenzano - Mulino di Valentino
(sentiero n. 59)


 

DATI:
MULINO DI BUCCILLI m 444 - NOTIANO m 645 - ARMENZANO m 759
Dislivello in salita: m 285
Dislivello in discesa: m 285
Lunghezza: km 4
Tempo di percorrenza: 3 h
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Mulino di Buccilli, Armenzano
Mezzi di comunicazione e appoggio: Armenzano collegato ad Assisi - Piazza Matteotti con minibus di linea della CATA (tel. 075/8041624), festivi esclusi.
Accesso - dal Mulino di Buccilli: Località situata nella Valle del Fosso dell'Anna (da Valtopina con sentiero 57), lungo la strada che da Valtopina porta a S. Giovanni di Collepino, costeggiare il laghetto del mulino ed il canale immissario
Accesso - da Armenzano: Seguire la strada sterrata per Notiano


Questo breve sentiero collega l’abitato di Armenzano con il Mulino di Valentino passando per la piccola frazione di Notiano, il fosso dell’Anna ed il Mulino di Pollo.

Si percorre la strada provinciale n° 249 Assisi-Spello fino a raggiungere Armenzano, piccolo paese situato nel versante orientale del Monte Subasio il cui nome deriva dal latino armentum = mandria, poiché l’allevamento era alla base della sua economia.

Si scende lungo una strada sterrata, si supera una fonte e dopo 1,1 km si arriva a Notiano, un piccolo agglomerato di case in passato fiorente per l’agricoltura ed oggi per lo più fatiscente. Qui nel 1219 San Francesco reclutò il Beato Giovanni, il primo contadino entrato nell’ordine come ricorda una lapide collocata sopra i ruderi della prima costruzione che si incontra a destra.
Da Notiano è possibile osservare ai piedi di Armenzano una torretta (la Croce), il Pian dell’Abate (podere un tempo di proprietà dei monaci dell’Abbazia di San Silvestro), il fosso dell’Anna in basso, alcune frazioni del Comune di Valtopina di fronte e sullo sfondo il Monte Faeto e le cime dei Monti Sibillini.
Si prosegue scendendo per una pista che attraversa campi e vigneti e che presto si restringe. Superata la strada sterrata che da Notiano conduce a Cerque Grosse si segue il fosso Troccarelli fino a raggiungere quello dell’Anna che scorre in un bosco misto di cerro, carpino nero ed acero d’Ungheria. Il sottobosco, grazie all’umidità presente, è molto ricco ed è costituito da erba fragolina, primula comune, laurella, edera, erba trinità, polmonaria della Vallarsa, elleboro fetido, ciclamino primaverile, felce dolce e varie specie di muschi.
Si attraversa alcune volte il corso d’acqua per poi prendere una pista che conduce ai ruderi del Mulino di Pollo. Superata una piccola cascata il corso del fosso si allarga diventando sinuoso. Lungo i margini si notano il salice rosso, il pioppo bianco, l’equiseto massimo, la tossilaggine comune ed il farfaraccio maggiore mentre in alto è evidente l’area calanchiva che caratterizza questo tratto del fosso.
Si lascia l’alveo e si segue un canale artificiale che attraversa un ponte, costeggia un filare di pioppi cipressini, supera orti, campi e vigneti fino a raggiungere il laghetto che alimenta il Mulino di Valentino, l’unico ancora funzionante tra i numerosi presenti nel territorio del parco.
Qui ha termine il sentiero 59; per tornare ad Armenzano si può prendere il sentiero n.57 che conduce ai prati sommitali del Monte Subasio e poi scendere utilizzando il sentiero n.55.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Mulino di Buccilli
Armenzano

Armenzano
Mulino di Buccilli

MULINO di BUCCILLI
Bivio sentiero 57

0

444

0

1.10

NOTIANO

3.5

645

1

0.20

ARMENZANO Bivio sentiero 55

4

759

1.25

0

 

Eremo delle Carceri - Pontecentesimo (sentiero n.60)


 

DATI:
EREMO DELLE CARCERI m 800 - MADONNA DELLA SPELLA m 978 - PONTECENTESIMO m 320
Dislivello in salita: m 530 (+ m 331 partendo da Assisi)
Dislivello in discesa: m 1000
Lunghezza: km 16
Tempo di percorrenza: 6 h 30 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Eremo delle Carceri, Fonte Bregno, Cupacci
Mezzi di comunicazione e appoggio: Stazioni F.S. di Assisi e Pontecentesimo.
Accesso - dall'Eremo delle Carceri: Seguire per 1 km la strada per l'Abbazia di S. Benedetto
Accesso - da Pontecentesimo: Dalla stazione, attraversare il ponte sul fiume Topino poi prendere la strada sterrata a destra


Questo lungo sentiero ha inizio nei pressi dell’Eremo delle Carceri e raggiunge il Monte Cupacci passando per l’affioramento roccioso di Sasso Piano, i pascoli sommitali del Monte Subasio, il Santuario della Madonna della Spella e la chiesa della Madonna di Colpernieri.

Ad 1.3 km di distanza dall’Eremo delle Carceri, dove inizia il sentiero 54 che si dirige a San Benedetto, si lascia la strada provinciale n° 251 per affrontare una ripida salita all’interno di un bosco di pino nero. Si tratta di uno dei primi rimboschimenti realizzati all’inizio del novecento da prigionieri di guerra, quando le pendici del monte Subasio erano quasi completamente prive di vegetazione arborea.
In 30 minuti circa si arriva a Sasso Piano, l’affioramento roccioso più alto in quota (1125 m), e raggiunta la croce in metallo che lo sovrasta è possibile osservare la Valle Umbra in tutta la sua estensione. Il semprevivo maggiore, l’eliantemo degli Appennini e la falsa-ortica bifida popolano i detriti di roccia calcarea che si depositano ai piedi del Sasso.
Si prosegue quasi in piano poco sopra il limite del bosco attraversando un pascolo che nel periodo primaverile si colora delle abbondanti fioriture di non-ti-scordar-di-me, vedovella appenninica, orchide bruciacchiata, orchide sambucina, orchide maschia e viola d’Eugenia. Questo ambiente viene visitato spesso dai gheppi, che in volo individuano nella bassa vegetazione lepri, starne ed altre piccole prede.
Raggiunta Fonte Bregno (a 1028 m di quota) è possibile usufruire di un piccolo rifugio con camino e di un area attrezzata. Da qui una pista riporta sui pascoli, attraversa un rimboschimento di pino nero ed a quota 980 m raggiunge il Santuario della Madonna della Spella, fondato nel 1080. Il nome deriva da specula che nel latino arcaico significa veduta o panorama; da qui è infatti possibile osservare il Monte Pennino, i Monti Sibillini, l’alta valle del fiume Menotre, il Sasso di Pale, il centro abitato di Foligno, la Valle Umbra sud ed i Monti Martani sullo sfondo verso ovest.
Si prosegue in un pascolo arido a cotica erbosa discontinua costituita da santoreggia montana, da assenzio maschio e da vedovella dei prati. Superati alcuni bassi cespugli di orniello, acero minore e ginepro rosso si entra in un bosco misto di carpino nero, orniello, roverella ed acero d’Ungheria. Nel sottobosco si possono notare l’elleboro fetido, la laurella, il citiso a foglie sessili e la cornetta dondolina.
Sopra un colle alberato nei pressi della strada provinciale n° 249 Assisi-Spello si incontra la chiesa della Madonna di Colpernieri costruita nel secolo XI dai monaci camaldolesi dell’Eremo di San Silvestro. Dopo 400 m si lascia la strada asfaltata e si riprende a salire passando per campi, arbusteti di ginepro comune, agazzino e rosa canina e boschi misti di roverella e cerro. Nei pressi di un casolare abbandonato situato lungo una strada sterrata il sentiero raggiunge il Monte Cupacci ed il confine del parco. Si discende quindi a Pontecentesimo, passando per il paese di Cupacci.

Da questa località il percorso, chiamato anche sentiero degli olivi, può continuare ed arrivare a Spoleto.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Eremo
Ponte-
centesimo

Ponte-
centesimo
Eremo

EREMO delle CARCERI
Bivio sentiero 50

0

800

0

6.30

SASSO PIANO 
Bivio sentiero 50

2.5

1125

1

5.45

FONTE BREGNO 
Bivio sentieri 50-54

6

1000

2.30

3.50

MADONNA SPELLA
Bivio sentieri 52-58

8

978

3

3.15

MADONNA COLPERNIERI

10

650

4

2.15

MONTE CUPACCI

12

777

5

1.45

CUPACCI

13

636

5.30

1

PONTECENTESIMO

16

320

6

0

 

 

Costa di Trex - Monte Subasio
(sentiero n. 61)


 

DATI:
COSTA DI TREX m 600 - M. SUBASIO m 1275
Dislivello in salita: m 735
Dislivello in discesa: m 735
Lunghezza: km 7
Tempo di percorrenza: 3 h 30 m
Difficoltà: E (Escursionistico)
Rifornimenti idrici: Costa di Trex - Sorgente La Castellana
Mezzi di comunicazione e appoggio: Costa di Trex collegata ad Assisi (Piazza Matteotti) con minibus di linea della CATA (tel. 075/8041624), festivi esclusi
Accesso - da Assisi: Da Piazza Matteotti strada per Gualdo Tadino (SS444), dopo 500 metri voltare a destra per Costa di Trex (km 4), si oltrepassa di poco il paese e si prende la mulattiera che sale sulla destra



Il sentiero congiunge la frazione di Costa di Trex nel Comune di Assisi con il rifugio del Mortaro attraversando boschi di latifoglie, rimboschimenti di conifere e pascoli sommitali.

Per raggiungere il punto di partenza di questo sentiero è necessario percorrere la strada provinciale Assisi-Spello n° 249, superare di 600 m il centro abitato di Costa di Trex (km 5.4 da Assisi). Il sentiero inizia sul lato destro della strada provinciale in corrispondenza di una pista; oltrepassata la catena che impedisce il transito ai veicoli a motore si arriva alla sorgente detta la Castellana. In questa località venne allestito negli anni venti un vivaio forestale; i gradoni ed i grandi esemplari di conifere presenti ne indicano l’ubicazione.
Il sentiero prosegue attraversando un bosco di carpino nero misto ad acero d’Ungheria ed orniello. Il sottobosco in questo tratto è costituito da maggiociondolo, da citiso a foglie sessili e da dafne laurella. Lasciata la comoda pista che conduce a Fonte della Maddalena si iniziano a percorrere le caratteristiche svolte che si inerpicano attraversando un bosco degradato rinfoltito con pino nero. Guardando con attenzione il terreno si notano le impronte lasciate dai cinghiali e gli strobili del pino accuratamente rosicchiati dagli scoiattoli.
A quota 950 m si attraversa il sentiero a mobilità garantita che dalle Banditelle di Armenzano sale alla curva del Calcinaio (sentiero n° 53).
Si continua a salire osservando piante di iperico montano, di falsa-ortica macchiata, di elleboro fetido e di digitale appenninica costeggiando alcuni nuclei sporadici di abete bianco. Poco prima di arrivare ad una piccola radura popolata da ginepro rosso e da ginepro comune, il sentiero si restringe per attraversare una siepe spinosa di prugnolo. In questo tratto sono numerosi i caratteristici nidi di formica rossa, grossi cumuli a forma di cono costituiti da aghi di conifere, frammenti di vegetali, sassolini e terra. La parte dei nidi che sta sopra il terreno (acervo) è facilmente individuabile nel periodo invernale quando gli arbusti hanno perso le foglie e le piante erbacee sono meno rigogliose.
A quota 1100 m il bosco termina in corrispondenza della pista pianeggiante che dalla strada panoramica del M.Subasio porta al Macchione e poco prima si nota la presenza del frassino comune e nel sottobosco del caprifoglio peloso, della berretta del prete e dell’elleboro di Boccone.
Dopo aver percorso 600 m di questa pista ed aver superato i frassini intermedi si entra nel Macchione, che rappresenta la faggeta più estesa all’interno del parco. In prossimità di una cava inattiva si raggiunge un’area attrezzata con tavoli e panche in legno dove si può osservare il M. Faeto, il M. Pennino, l’abitato di Nocera Umbra ed i ruderi della Rocca di Postignano. Qui vegetano cespugli di ginestra odorosa, di ginestra dei carbonai e di epilobio di Dodoens. Poco più avanti, sempre all’interno del bosco di faggio, è attiva una cava di pietra rossa estratta tuttora manualmente.
Si prosegue attraversando nuovamente boschi di carpino nero e rimboschimenti di pino nero e di abete bianco. Il sentiero che si sta percorrendo si congiunge con il 55 che proviene da Armenzano in corrispondenza di una recinzione. Attraversato il cancello tenuto chiuso durante il periodo di monticazione si ricomincia a salire seguendo la linea di massima pendenza.
A quota m 1160 si esce dal bosco e si raggiungono i pascoli sommitali. Questo è l’ambiente in cui si possono incontrare lepri e starne. In località Prato Tondo il sentiero costeggia un piccolo rimboschimento misto di abete bianco, abete greco, abete d’Algeria, abete del Caucaso e abete odoroso.
Poco oltre a quota 1212 m si incontra il Mortaro delle Troscie, una dolina carsica di forma circolare profonda 50 m e del diametro di 160 m circa.
Il sentiero descritto termina a quota 1284 dopo aver raggiunto il rifugio del Mortaro, conosciuto anche come il rifugio del soldato poiché durante la seconda guerra mondiale veniva utilizzato dai militari come osservatorio aereo.

Località

Km

Alt.

Tempo di
percorrenza

Costa di Trex
M. Subasio

M. Subasio
Costa di Trex

COSTA DI TREX
Bivio sentiero 53

0
3

600
924

0
1.30

2.30
1.25

MONTE SUBASIO 
Bivio sentieri 50-55

7

1275

3.10

0

 

Ponte S.Vittorino - Armenzano
(sentiero n. 62)


 

DATI:
PONTE SAN VITTORINO m 252 - PIANO DELLA PIEVE m 386 - PONTE MARCHETTO m 424 - ARMENZANO m 759
Dislivello in salita: m 560
Lunghezza: km 14
Tempo di percorrenza:
Difficoltà: E (Escursionistico)
Accesso - da Ponte S.Vittorino: costeggiando la riva sinistra del Tescio
Accesso da Armenzano: Fontanile a monte del ristorante La Ginestra



Il Sentiero lungo il Torrente Tescio collega la valle che si estende ai piedi di Assisi con il Castello di Armenzano.

Il percorso nella prima parte, da Ponte S. Vetturino al Pian della Pieve segue ed attraversa più volte il letto del torrente, sia a guado sia passando sui ponti di costruzione romana e medievale (Ponte S. Vetturino - Ponte S. Croce - La Torraccia - Molino dei Canonici). Il più importante è il Ponte del Marchetto sospeso su di una forra profonda e bellissima.

Dal Pian della Pieve ad Armenzano il sentiero ripercorre antiche mulattiere e strade che hanno permesso nel passato, lo svolgersi della vita degli abitanti dediti alla pastorizia ed all'agricoltura.

 

Passo il Termine - Lanciano
(sentiero n.63)


 

DATI:
PASSO IL TERMINE m 889 - BANDITA CILLENI m 771 - MONTE DEI CANI m 797 - LANCIANO m 676
Dislivello in salita: m 26
Dislivello in discesa: m 239
Lunghezza: km 7
Tempo di percorrenza:
Difficoltà: E (Escursionistico)
Accesso da Passo il Termine: il Passo è posto lungo il sentiero n.51 Nocera -Assisi quando si passa dalla valle del fiume Topino a quella del fiume Tescio, seguendo il crinale verso nord.
Accesso da Lanciano: paese posto al margine Nord del parco, sulle colline che degradano verso la valle del fiume Chiascio.



Percorso che permette di scoprire un angolo poco conosciuto del Parco. Molto panoramico, alterna boschi a campi coltivati ed antichi casolari.

Si svolge per la maggior parte su strade silvopastorali e bianche. A Lanciano si può proseguire seguendo le indicazioni stradali, e raggiungere uno dei numerosi agriturismi presenti o raggiungere le due città non eccessivamente distanti: Nocera Umbra o Gualdo Tadino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

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